CASA. Sono 40 mila i nuclei in emergenza abitativa in Emilia Romagna.

CASA. Sono 40 mila i nuclei in emergenza abitativa in Emilia Romagna.

Minarelli (SUNIA): “Bisogna aumentare il patrimonio pubblico, il rapporto tra proprietà e affitto deve essere più equilibrato”. Giove (CGIL ER): “La programmazione dei fondi UE sarà il vero banco di prova, anche in Emilia-Romagna”.

Sono 40 mila i nuclei famigliari in emergenza abitativa in Emilia Romagna. Il dato, che tiene insieme le domande per il contributo per l’affitto negli u ltimi anni e le graduatorie per gli alloggi ERP, è emerso durante la webinar di questa mattina “La casa un diritto per promossa e organizzata da CGIL ER e SUNIA ER, alla quale hanno preso parte Valentino Minarelli (segretario generale SUNIA ER), M arzia Dall’Aglio (segreteria SPI CGIL ER), Lanfranco De Franco (ANCI ER), Silvia Antolini (coordinatrice regionale ACER FP ER), Filippo Calandra (segretario generale Fillea CGIL ER), Elly Schlein (vice presidente Regione Emilia Romagna) e Luigi Giove (segr etario generale CGIL ER). “ Bisogna offrire a questi nuclei un percorso di fuoriuscita”, sottolinea Minarelli, “ attraverso un incremento del patrimonio pubblico di dimensioni tali da offrire un alloggio calmierato a chi oggi ne è esclus o , come avviene in m olti paesi europei dove il rapporto tra alloggi in proprietà e in affitto è più equilibrato” equilibrato”. Il tema della casa è diventato più che mai centrale in questi mesi di emergenza sanitaria d ove le abitazioni sono anche luogo di studio, lavoro e assistenza. “Dob biamo evitare che tante persone, in prevalenza donne anziane, diventino prigioniere della propria c asa . Servono quindi interventi per rendere davvero l’assistenza domiciliare la modalità di cura che garantisca libertà a chi si ritrova in queste condizioni ””, mette in guardia Giove . In più, la pandemia ha ridotto la tensione abitativa dei centri storici di molte città, “ma mentre ci auguriamo e operiamo affinché questo venga superato, il tema del patrimonio dedicato all’affitto breve o turistico e sottratto a ll’abitare di cittadini e residenti resta e va regolat o”, s ostiene M inarelli . Secondo Giove il f enomeno va ripensato, come già a vviene altrove , “limitando gli affitti brevi in termini percentuali sul patrimonio edilizio esistente ”, perché queste bolle immo biliari “sono pericolose quando cacciano fuori dai centri s torici residenti e studenti , penso a Bologna, e sono altrettanto pericolose d opo quando scoppiano”. Tutti questi elementi t roveranno momenti di approfondimento e confronto anche all’interno del fu turo Patto per il lavoro e per il clima. “ G ià nelle prossime settimane, a conclusione della discussione sul bilancio r egionale, dobbiamo ragionare come le risorse messe in campo in questa prima fase possano essere utilmente impiegate ricorda Giove –. Ma soprattutto gran parte della discussione dei prossimi mesi sarà sul la programmazione dei fondi e uropei, ordinari e straordinari . Quell o sarà il vero banco di prova, lì valuteremo la maturità d el nostro ‘sistema r egione’ (le istituzioni e tutti i suoi attor i sociali ed economici), s e capace cioè per davvero di e ssere protagonista a livello europeo con una nuova idea di cambiamento, sviluppo e crescita non più fatta di numeri ma in grado di valutare qual è davvero la qualità della vita delle persone”.

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