Rinnovo contratto Pelli e Ombrelli. 90 euro in più per 48 mila lavoratori

Rinnovo contratto Pelli e Ombrelli. 90 euro in più per 48 mila lavoratori

Siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del ccnl, l’aumento sarà di 90 euro complessivi e scadrà il 31 marzo 2023.

Il 1° marzo, tra i rappresentanti di Assopellettieri e Confindustria Moda e le rappresentanze sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti delle industrie manifatturiere delle pelli e succedanei e ombrelli e ombrelloni, la vigenza contrattuale scadrà il 31 marzo 2023. Nel settore operano quasi 48 mila addetti in circa 5000 imprese.

Nel pieno recepimento dell’accordo interconfederale sulla contrattazione del 9 marzo 2018, l’intesa prevede un aumento sui minimi (Tem) di 78 euro al 3° livello, così ripartiti: 20 euro a novembre 2021; 25 euro ad aprile 2022; 20 euro ad ottobre 2022; 13 euro a marzo 2023.

Per quanto riguarda il welfare contrattuale l’intesa prevede sull’assistenza sanitaria integrativa Sanimoda che il contributo sia elevato a 12,00 euro mensili, 4 euro in più, con decorrenza dal 1° aprile 2021, mentre su fondo previdenziale Previmoda è previsto che, fermo restando il contributo a carico del lavoratore pari a 1,50%, con decorrenza dal 1° aprile 2022 il contributo a carico dell’azienda è elevato al 2,00% (8 euro medi).

L’elemento di garanzia retributiva, per i lavoratori le cui aziende non applicano la contrattazione di 2° livello, sarà elevato a 230 euro annui con decorrenza dall’anno 2021 ed erogazione a febbraio 2022.

Rilevante è l’inserimento, per la prima volta in un CCNL, di un articolato normativo sul contrasto al dumping contrattuale con l’impegno per le imprese a commettere lavoro solo ad aziende che applicano i CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative nel territorio nazionale. Tale impegno viene inserito nel contratto di fornitura e viene richiesto di inserirlo anche nei contratti di sub fornitura lungo tutta la filiera.

Molto importante questo elemento perché è il primo strumento concreto di lotta allo sfruttamento dei lavoratori della filiera”: hanno commentato le segreterie nazionali di Filctem Cgil Femca Cisl, Uiltec Uil alla firma dell’intesa.

Inoltre, per le aziende che non applicheranno i suddetti CCNL è stata predisposta una procedura di confluenza nel CCNL di riferimento tramite accordo aziendale che, nel tempo massimo di 36 mesi, permetterà questa transizione con l’allineamento economico e normativo.

Per quanto riguarda il tema delle violenze di genere le Parti si impegnano per la diffusione e l’attuazione dell’“Accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro” sottoscritto il 25 gennaio 2016 da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. In particolare, le parti confermano l’impegno per il sostegno alle vittime di molestie e di violenza, nonché l’assistenza alle stesse nel processo di reinserimento sia in altre sedi della medesima azienda, se esistenti, che presso altre aziende tramite il sistema associativo di Confindustria.

Sulla formazione e sul coinvolgimento delle Rsu, la possibilità di nominare all’interno delle stesse il “Delegato alla formazione” con l’incarico di curare i rapporti con le figure aziendali. Inoltre, vengono aumentate da 32 a 40, le ore possibili da far confluire nella “Banca individuale delle ore”, che su richiesta dell’interessato potranno essere utilizzate sotto forma di riposi compensativi.

Infine, passerà da 4 a 8 mesi l’aspettativa non retribuita per la conservazione del posto di lavoro nel caso di malattie gravi e viene normata la fruizione ad ore dei congedi parentali.

La parola ora passa ai lavoratori che voteranno l’intesa nelle assemblee.

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